Donne che hanno cambiato l’odontoiatria · Capitolo 14
La storia della donna che lasciò la Germania per studiare odontoiatria e tornò ad aprire il proprio studio a Berlino
Ci sono storie in cui il coraggio non consiste soltanto nel compiere una scelta difficile.
Consiste nel decidere che, se una strada non esiste, bisogna cercarla altrove.
Nella seconda metà dell'Ottocento, una donna tedesca prese una decisione straordinaria per la sua epoca: attraversare l'Atlantico per ottenere una formazione odontoiatrica che nel proprio Paese non le era accessibile.
Si chiamava Henriette Hirschfeld, poi conosciuta come Henriette Hirschfeld-Tiburtius.
La sua vita racconta una delle trasformazioni più importanti dell'odontoiatria europea: il passaggio dalla presenza femminile tollerata all'esercizio autonomo di una professione sanitaria.
Una vocazione che non trovava posto nelle università
Henriette nacque nel 1834 sull'isola di Sylt, nel nord della Germania.
Quando maturò il desiderio di diventare dentista, si trovò davanti a un ostacolo: il sistema formativo tedesco non le offriva un percorso universitario odontoiatrico accessibile in quanto donna.
Non era una questione di preparazione individuale.
Era una questione di struttura sociale.
Le università, le professioni scientifiche e le istituzioni sanitarie erano ambienti prevalentemente maschili. Le donne potevano essere presenti nella cura familiare, nell'assistenza o in attività considerate compatibili con il loro ruolo sociale, ma diventare professioniste autonome rappresentava un'altra cosa.
Henriette non rinunciò.
Dopo aver ricevuto il consiglio di un dentista americano attivo a Berlino, decise di formarsi negli Stati Uniti.
Nel 1867, a 33 anni, partì per Philadelphia.
Per una donna dell'Ottocento, intraprendere un viaggio simile per ragioni professionali non era una scelta ordinaria.
Significava affrontare difficoltà economiche, linguistiche, culturali e accademiche, senza avere la certezza di essere ammessa agli studi.
Philadelphia: l'università che inizialmente non la voleva
Henriette si rivolse al Pennsylvania College of Dental Surgery.
Ma anche negli Stati Uniti l'accesso femminile alla formazione odontoiatrica incontrava forti resistenze.
La sua richiesta di ammissione fu inizialmente respinta.
Un docente dell'istituto, il professor James Truman, sostenne però la sua candidatura, contribuendo a superare l'opposizione degli altri membri del corpo accademico.
Henriette riuscì infine a frequentare il corso.
Studiò per due anni e conseguì il diploma nel 1869.
Fu una delle prime donne europee a completare un intero percorso di formazione odontoiatrica negli Stati Uniti e divenne una figura pionieristica per la professione in Germania.
Il suo risultato assume un significato particolare se osserviamo la cronologia.
Lucy Hobbs Taylor aveva ottenuto il titolo di Doctor of Dental Surgery nel 1866.
Henriette concluse gli studi appena tre anni dopo.
Erano anni in cui la storia dell'odontoiatria moderna si stava definendo attraverso scuole, diplomi, tecniche professionali e nuovi criteri di riconoscimento.
Per le donne, entrare in quel sistema significava partecipare alla definizione stessa della professione.
Il ritorno a Berlino e l'apertura dello studio
Nel 1869 Henriette tornò in Germania.
Nello stesso anno aprì uno studio odontoiatrico in Behrenstraße 9, nel centro di Berlino.
La sua attività si rivolse in particolare a donne e bambini.
Questa scelta merita attenzione.
Nel contesto dell'epoca, il rapporto tra paziente e professionista era condizionato anche dalle convenzioni sociali. Avere una dentista poteva offrire ad alcune pazienti una possibilità di cura diversa da quella abituale.
Il punto non è stabilire che una donna sapesse comprendere meglio le altre donne.
Il punto è riconoscere quanto fosse importante ampliare la libertà di scelta.
Per la prima volta, in un contesto in cui la professione era prevalentemente maschile, un numero crescente di pazienti poteva rivolgersi a una donna con una formazione odontoiatrica accademica.
Henriette non era semplicemente la moglie di un professionista, né un'assistente che lavorava nell'ombra.
Aveva studiato, ottenuto un titolo, aperto una propria attività e costruito una reputazione professionale.
Quando una dentista diventava una risposta ai pregiudizi
La sua attività ricevette anche una testimonianza pubblica significativa.
Nel 1874, la scrittrice e femminista tedesca Hedwig Dohm richiamò l'esperienza di un'estrazione dentaria eseguita da Henriette, utilizzandola per rispondere alle teorie di chi considerava le donne fisicamente o intellettualmente inadatte alle professioni mediche.
Il significato dell'episodio va oltre la singola prestazione.
Il gesto clinico diventava una dimostrazione concreta contro un pregiudizio.
Una donna aveva eseguito un trattamento odontoiatrico che richiedeva manualità, competenza e capacità decisionale.
Eppure, in quegli anni, c'era ancora chi sosteneva che le donne non possedessero le qualità necessarie per svolgere quel lavoro.
La storia di Henriette mostra bene una contraddizione: la competenza femminile poteva essere evidente nella pratica, ma continuare a essere contestata sul piano culturale.
Il valore di aprire una strada anche alle altre
Henriette non limitò il proprio percorso al successo individuale.
La sua esperienza contribuì a incoraggiare altre donne a intraprendere studi sanitari. Tra queste, Emilie Lehmus e Franziska Tiburtius, che seguirono percorsi di formazione medica.
In questo passaggio troviamo un aspetto particolarmente importante della storia femminile delle professioni.
Le prime non cambiarono soltanto la propria vita.
Cambiarono le possibilità delle altre.
Una donna che riusciva a ottenere un titolo rendeva più difficile sostenere che quella professione fosse inadatta alle donne.
Una donna che apriva uno studio dimostrava che l'autonomia economica e professionale era possibile.
Una donna che conquistava la fiducia dei pazienti costruiva una nuova immagine pubblica della competenza femminile.
Nel 1872 Henriette sposò Karl Tiburtius. Continuò comunque a esercitare la propria professione, un fatto non scontato nell'ambiente sociale del tempo.
La sua storia attraversa così diversi temi: istruzione, lavoro, matrimonio, indipendenza e riconoscimento.
Una dentista europea con un titolo americano
La vicenda di Henriette Hirschfeld-Tiburtius ci ricorda che le conquiste professionali delle donne non avvennero nello stesso momento in tutti i Paesi.
A volte il sapere dovette attraversare i confini prima di poter essere riconosciuto.
Henriette studiò in America perché la Germania non le offriva ancora una possibilità equivalente.
Tornò in Europa portando con sé un titolo professionale, ma soprattutto un precedente.
Non era più possibile affermare che una donna non potesse diventare dentista.
Lei lo era diventata.
Aveva studiato, esercitato e costruito uno studio autonomo.
Morì nel 1911, lasciando una storia che appartiene tanto all'odontoiatria quanto all'emancipazione professionale femminile.
La sua eredità non si misura soltanto nell'aver conquistato un diploma o aperto una porta.
Si misura nella libertà resa possibile per le generazioni successive.
Perché ogni volta che una professionista non deve più lasciare il proprio Paese per ottenere una formazione, una parte di quella conquista continua a vivere.

