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Ergonomia odontoiatrica: sette errori che possono affaticare il dentista

Scritto da Laura Barone
Operatore seduto accanto al paziente su un riunito XO FLOW
Postazione di lavoro con riunito XO FLOW. Archivio 3A MEDICAL.

Se durante una giornata clinica il dentista deve continuamente inclinare il collo, ruotare il busto, sollevare le spalle o allungarsi per raggiungere gli strumenti, la postazione merita attenzione. L’ergonomia non consiste nel sopportare meglio una posizione scomoda, ma nel ridurre, quando possibile, posture sfavorevoli e movimenti inutili.

1. Adattare il corpo al riunito

Prima di una procedura verifica altezza della poltrona, posizione del capo del paziente, accessibilità del campo e distanza di lavoro. Se il paziente è posizionato in modo poco favorevole, l’operatore può compensare con inclinazioni e torsioni.

2. Non regolare lo sgabello

Altezza della seduta, appoggio dei piedi, stabilità e libertà di movimento influenzano la postura. Uno sgabello di qualità non garantisce automaticamente una posizione adeguata: deve essere scelto e regolato per l’operatore e per il lavoro previsto.

3. Strumenti troppo lontani

Se per raggiungere un manipolo occorre ruotare ripetutamente il busto o allungare il braccio, è utile rivedere la disposizione. Durante una dimostrazione prova a prendere e riposizionare gli strumenti come durante una procedura reale.

4. Dimenticare l’assistente

Una postazione a quattro mani deve considerare gli spazi e i movimenti di entrambe le persone. L’ASO deve poter raggiungere gli strumenti e svolgere le attività previste senza interferire con l’operatore. Coinvolgerla nelle prove è utile.

5. Valutare la luce solo dalla potenza

Orientabilità, ombre, comfort visivo e interazione con gli ingrandimenti contano quanto l’intensità. Una visibilità non adeguata può indurre a modificare la postura per cercare un angolo migliore.

6. Integrare male le tecnologie

Monitor, scanner, microscopi e cavi introducono esigenze di spazio e accessibilità. Prima di acquistare, verifica come il dispositivo si inserirà nel flusso operativo e se creerà ostacoli ai movimenti abituali.

7. Scegliere senza provare

Una fotografia mostra il design, non l’esperienza di lavoro. Sedersi, regolare la poltrona, raggiungere gli strumenti e simulare il lavoro con l’assistente consente di individuare esigenze non evidenti nel preventivo.

Ergonomia e tecnologia

Alcuni produttori, fra cui XO CARE, pongono attenzione all’organizzazione della postazione. Ma nessuna tecnologia è universalmente adatta a tutti: la valutazione deve partire dalle esigenze e da una prova pratica. Un riunito ergonomico non garantisce di prevenire disturbi muscoloscheletrici.

Domande frequenti

Qual è la postura corretta? Non esiste una postura immobile adatta a ogni procedura: occorre cercare posizioni adeguate e alternarle quando possibile. L’ASO deve partecipare alla scelta? Coinvolgerla è utile per verificare l’accessibilità e l’organizzazione del lavoro.

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Categoria:
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